Fornai e mugnai di Prato

Forno Lastrucci

Festival del Pane di Prato
7  8  9 giugno 2013

Fornai e mugnai di Prato

Forno Lastrucci

Forno Lastrucci
Fornaio: Gianluca Lastrucci
Indirizzo: Via Marco Roncioni, 21
Telefono: 0574 42001
Orario di apertura:

Tutti i giorni dalle 8.00 alle 13.30 e dalle 18.00 alle 20.00

Giorno di chiusura: Sabato pomeriggio e domenica

Degli accorgimenti, delle piccole astuzie, della sensibilità che ci vuole per fare la bozza pratese come la faceva suo padre, non parla volentieri. Sono segreti, trucchi del mestiere che Gianluca Lastrucci tiene gelosamente per sé. Sono 30 anni che fa il fornaio e tutto quello che sa, lo ha imparato dai sui genitori che lo hanno cresciuto in mezzo al pane. Ricorda che gestivano un forno con negozio in centro già nel 1963 e che quando aveva 3 anni se lo portavano nel forno e in negozio. Suo padre Mauro, però, da grande appassionato del Giro d’Italia, sognava per lui una carriera da ciclista. Fino ai 16 anni ha lasciato che la corsa in bicicletta, con i duri allenamenti e la fatica delle scalate, fosse la sua unica occupazione. Poi quando ha smesso, è partito per il militare e al ritorno, ha iniziato a lavorare in bottega.

Generoso e severo, Mauro è stato un buon maestro per Gianluca che ancora oggi, con orgoglio e insieme alle sue sorelle, porta avanti il panificio di famiglia. La specialità del Forno Lastrucci oltre alla bozza pratese e alle altre forme di pane come lo stinco, la treccia e la ciambella chiamata fiorentina, è il pane con l’uva. “A Prato lo fanno in pochi – spiega Gianluca – l’uva la mettiamo nell’impasto e questo ci ha fatto guadagnare il plauso di Slow Food”. Per Gianluca Lastrucci la più grande gratificazione arriva dai clienti che soddisfatti tornano a comprare il pane al suo forno, anche se non è più in centro.

“In tanti ci hanno seguito, anche quando abbiamo aperto in via Roncioni, in un locale che ha conservato il suo vecchio forno in muratura. Sono 50 anni che i nostri più affezionati clienti mettono in tavola il pane Lastrucci e con il tempo siamo riusciti ad intercettare anche una clientela nuova che arriva da più lontano”.

Per Gianluca, l’artigianalità e la bontà del prodotto è l’elemento vincente.“Possiamo permetterci di curare ogni dettaglio della lavorazione – conclude – perché facciamo piccole quantità di pane e possiamo puntare ad offrire il massimo della qualità, facendo la bozza alla vecchia maniera, preparando il lievito madre la sera prima per il giorno dopo”. Se pensa al futuro, Gianluca pensa ai suo quattro nipoti e sogna che siano loro a prendere il testimone di due generazioni, vissute seguendo la passione per la bozza. 

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